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Dalla Puglia con amore, ma i russi...

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Visita di due giorni nel Salento di una delegazione di operatori turistici.

“Viaggiano molto, hanno buona disponibilità economica e, per questo, sono talvolta molto “viziati”. Sono abituati ad un certo livello di servizi, che non sempre il Salento è pronto ad offrire, e vanno soddisfatti anche nelle piccole cose”: l’identikit è quello del turista medio russo e a farlo è Irma Rubanova, 36 anni, a Lecce da due anni e rappresentante del Consorzio Salento Club a Mosca, associazione che opera nel settore turistico (con particolare riferimento alla gestione di complessi turistici, villaggi, case vacanze, hotel, bed&breakfast, residence, masserie e dimore storiche) e che proprio nei giorni scorsi ha organizzato un “tour educational” in Puglia per operatori turistici e commerciali e agenti di promozione turistica provenienti da Mosca e altre province russe.

La Puglia e, in particolare il Salento, confermano, insomma, il loro appeal anche nei confronti di interlocutori turistici esigenti. Ma sole, cultura e belle coste non bastano da soli per intercettare nuovi flussi turistici, come spiega la stessa Irma Rubanova: “Lecce è considerata una città bellissima e ariosa, con la sua pietra unica al mondo, la Puglia ha bellezze architettoniche e paesaggistiche di indubbio richiamo, ma in Puglia siamo ancora lontani da un’offerta turistica che possa soddisfare un mercato medio-alto come quello russo. Sono poche le strutture che capiscono quale servizio offrire a clienti esigenti, che spesso conoscono solo la loro lingua e non l’inglese, e che chiedono solo che tutto funzioni alla perfezione, dai servizi turistici ai trasporti. Sotto questo punto di vista, è evidente, c’è ancora tanto da lavorare”.

Insomma, non si può continuare a parlare in Puglia di turismo solo a parole. È necessario proporre un approccio diverso, che tenga conto soprattutto di un’idea di sviluppo. E il territorio, secondo Irma Rubanova si sviluppa se si valorizzano le eccellenze: “Una valorizzazione integrata delle risorse enogastronomiche, storico-culturali, paesaggistico- naturali, può contribuire ad accrescere il potenziale attrattivo del turismo pugliese e, in particolare salentino, con ricadute particolarmente positive sul reddito e sull’occupazione. I Russi apprezzano molto la cucina pugliese, sono grandi intenditori di vino e proprio in questi giorni hanno scoperto la qualità del nostro olio. E quando torneranno a casa ne parleranno anche ai loro amici. È importante tutto ciò, ma non bisogna lasciare niente al caso sul piano della pianificazione dell’offerta turistica. Bisogna sviluppare la cultura dell’accoglienza e uscire da una concezione conservatrice del turismo. E poi, è necessario fare un’indagine economica seria sui flussi turistici, per cercare di individuare le migliori strategie di sviluppo. Il problema non è solo far venire il turista, ma anche farlo ritornare. Ma, perché ciò avvenga, dobbiamo offrire servizi di qualità a prezzi competitivi. Bisogna iniziare a pensare ad un’impresa moderna, con figure professionali elevate”.

All’interno del gruppo di operatori turistici russi che hanno visitato in questi giorni la Puglia sono presenti anche alcuni medici che intendono veicolare verso la nostra regione e il Salento, uno specifico target di clientela russa interessata ai centri benessere con particolare attenzione verso i centri termali: “La vicinanza dei centri termali al mare – spiega il fisioterapista Olegh Togolv – può rappresentare un punto di forza per una Regione che merita di essere conosciuta sotto tutte le sue potenzialità”.

Arcangelo De Luca

Ulteriori approfondimenti su "La Gazzetta dell'Economia" num. 24 del 19 giugno 2010, pag. 11

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