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L’inquinamento è in calo ma non quello pericoloso

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RAPPORTO ISPRA – Ancora troppo alta la concentrazione di polveri sottili.

Nelle città italiane diminuiscono le emissioni in atmosfera mentre non accenna a calare il traffico su strada. Resta alta la concentrazione di polveri sottili nell’aria, ma nel frattempo cresce il numero di veicoli meno inquinanti e l’utilizzo del trasporto pubblico. Sono queste alcune delle principali risultanze dell’interessante Rapporto annuale Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sulla “Qualità dell’Ambiente Urbano”, presentato a Roma lo scorso 29 aprile e giunto alla sua sesta edizione.

Si tratta di una fotografia dello stato dell’ambiente di 34 grandi centri urbani del Bel Paese (in linea di massima le principali città capoluogo). Per la Puglia sono state considerate Bari, Taranto e Foggia, per la Basilicata Potenza. Tante le tematiche analizzate e tanti, naturalmente, i dati significativi e gli spunti di riflessione emergenti da uno studio che si propone quale strumento di supporto per le amministrazioni locali e al contempo di corretta informazione ambientale per i cittadini.

ambiente

Nutrito il set degli indicatori adottati dagli autori del rapporto: fattori demografici, suolo, acque, emissioni in atmosfera e qualità dell’aria, contenimento energetico in edilizia, trasporti e mobilità, inquinamento elettromagnetico, acustico e indoor e infine turismo. Tra i dettagli più rilevanti c’è che il numero di autovetture immatricolate è aumentato nel 2008 (7,5 milioni circa nelle città considerate), rispetto al 2007, dello 0,5% (ma a Potenza, Taranto e Foggia si supera il 10%): il tasso di motorizzazione è elevato (molte città sono oltre la soglia delle 500 auto ogni mille abitanti), ma c’è da dire che il parco veicolare va via via rinnovandosi, grazie alla presenza sempre maggiore di automobili Euro 4 (veicoli che rispettano alcuni standard emissivi a tutela dell’ambiente).

Da registrare l’incremento anche delle auto a metano, parallelo a quello di automobili a gasolio e di grossa cilindrata, così come a quello di motocicli, oltre che la notevole diminuzione di veicoli commerciali leggeri di vecchia generazione. Le emissioni scendono per tutti gli inquinanti ma resta alta la concentrazione in aria di quelli più pericolosi per la salute umana (le polveri sottili Pm10 e Pm2,5), con superamenti dei valori limite in tutte le città dell’area padana e in molte anche del resto d’Italia. Nel 2008 solo in pochi centri non ci sono stati “sforamenti” (tra questi Potenza). È cresciuto, come detto, l’utilizzo del trasporto pubblico in parecchie città (tra il 2000 e il 2008): a Taranto si è registrato un incremento del 32%.

È aumentata anche la disponibilità di piste ciclabili (Foggia +295% nel 2008 dal 2000), anche se prevalentemente (quasi esclusivamente) a Nord, così come la presenza di zone a traffico limitato (ZTL). L’Ispra auspica una mobilità urbana sostenibile, in grado di far fronte alla pressione di una domanda (di mobilità) crescente e alla tendenza della popolazione a concentrarsi nelle periferie dei grandi centri abitati (fenomeno dello sprawl urbano). L’agenzia ambientale mette anche in evidenza come una delle alternative al trasporto su gomma sia quello via mare, rilevando però pure come la presenza delle aree portuali abbia determinato, nelle 12 città capoluogo sede di Autorità portuali, un incremento del traffico merci e passeggeri, e chiedendo pertanto l’adozione di iniziative a tutela dell’ambiente (riduzione consumi energetici e acquisizione certificazioni ambientali).

Vengono denunciati poi l’eccessivo consumo di suolo, dovuto ad un’urbanizzazione talvolta priva di pianificazione, la presenza di fenomeni franosi in aree densamente abitate e i rischi derivanti dai fenomeni alluvionali e dall’esposizione a “criticità idraulica”. Segnaliamo infine come l’Ispra metta a disposizione tutti i dati raccolti per la stesura delle sei edizioni del Rapporto in parola.

Andrea Buono

Ulteriori approfondimenti su "La Gazzetta dell'Economia" num. 22 del 05 giugno 2010, pagg. 2-3

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