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La Puglia hub del Mediterraneo?

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Domenico Di Paola

In un’ampia intervista l’amministratore delegato di Aeroporti di Puglia fa il punto sul sistema pugliese e sul ruolo di supporto che può avere nell’ambito di un ambizioso progetto turistico della Puglia. Idee chiare, suggerimenti concreti, pianificazione, progettazione, puntualità: una ricetta per far diventare la Puglia ed i suoi aeroporti riferimento per l’intero Mediterraneo.

La scommessa di Di Paola: “Dal 2012 il sistema aeroportuale pugliese hub del mediterraneo”. “L’Italia credo sia la nazione più predisposta ad
un network di aeroporti regionali per la sua conformazione geografica, economica, culturale e politica”.

Non ha dubbi Domenico Di Paola, Presidente di Assaeroporti. Da Amministratore unico di Aeroporti di Puglia ha trasformato il sistema aeroportuale
pugliese ed ora rilancia.

Quale scenario viviamo in Italia?

“La cultura dominante è che l’Italia abbia due Hub, Milano e Roma, e che tutto il resto siano quanto meno degli aeroporti regionali. Ritengo che questa cultura c’è costata cara, perché è quella che poi ha spinto il governo a mantenere la compagnia di bandiera, ecc. L’aeroporto di Milano non funziona come Hub perché è troppo vicino ad Hub su cui ci sono compagnie fortissime come quelli di Monaco, Parigi, Marsiglia, Francoforte. Anche Roma perderà il suo ruolo di Hub. La Capitale aveva come asset in più il fatto di essere contemporaneamente un Hub internazionale e nazionale (con gli aerei che si riempivano di gente che doveva andare anche in Italia). La perdita del ruolo di Hub si avrà per la contrazione del traffico di Alitalia.
Accadrà anche perché le reti delle low cost si stanno sviluppando moltissimo con collegamenti nazionali (e da Bari e brindisi noi oggi siamo  collegati con tutte le principali destinazioni internazionali). Tanto è vero che il volo Bari-Roma delle low cost non funziona perché se togli i  passeggeri che non possono più volare all’estero (senza offerta diretta dell’Alitalia), se togli i passeggeri che vanno nelle altre città italiane, rimangono i deputati e qualche gentil signora e signore. Tanto che il volo low cost per Roma è stato già cancellato”.

Quale sarà il ruolo della Puglia?

“Il vero Hub o mini-Hub verso il Mediterraneo e verso il Medio Oriente lo vedo nel sistema aeroportuale pugliese. Per la sua posizione e per le infrastrutture di cui dispone. Stiamo anche studiando quali sono i fattori competitivi del nostro sistema aeroportuale ma è chiaro che questo concetto di Hub interessa solo gli aeroporti perché sono solo passeggeri in transitano. Se noi abbiamo tanti collegamenti che arrivano a Bari da città italiane e europee possiamo anche immaginare per determinate destinazioni sulle quali siamo sul cammino (per esempio i paesi del Golfo, del Mediterraneo e l’Oriente) di costituire una comoda ed economica tappa di transito. Vedo un possibile sviluppo futuro importante del sistema aeroportuale pugliese come hub o mini-hub merci e passeggeri del nostro Paese.
Perché non Napoli, Catania, Palermo? Perché noi oggi disponiamo già di infrastrutture e collegamenti che queste realtà non hanno oggi e che sarà possibile acquisire in dieci anni. Oggi ci dobbiamo giocare questo vantaggio: turismo insieme a logistica e trasporto aereo passeggeri possono essere i due grandi temi su cui impiantare lo sviluppo economico della nostra regione. Sono i due asset nei quali godiamo di fattori competitivi non replicabili in Cina, in India o altrove”.

Che tempi prevede?

“Due anni è il tempo necessario che ci può far iniziare a cogliere in maniera diversa delle occasioni. A partire dal 2011-12”.

Quali sono le prossime sfide per il sistema aeroportuale pugliese?

“Costruire un progetto attorno alla mobilità raggiunta in questi anni e operare guardando con una prospettiva decennale che non è solo di numero di passeggeri o di collegamenti ma di ruolo della piattaforma aeroportuale e trasportistica della Puglia”.

In che consiste il progetto legato alla mobilità?

“I collegamenti, compresa l’integrazione di quelli aerei con il trasporto ferroviario e su gomma, costituiscono quella parte del progetto che noi chiamiamo accessibilità e che ovviamente deve essere elemento di stimolo e proposizione per un progetto di sviluppo economico globale”.

Faccia un esempio di come si possa costruire in due settori importanti?

“Esaminiamo chi si muove per turismo o per business. Per il turismo insieme all’accessibilità noi riteniamo che ci siano altri 5 terreni di gioco sui quali bisogna intervenire affinché i collegamenti non si rivelino un’opportunità inutile. I terreni di gioco da mettere insieme sono: la ricettività (l’avere una grande possibilità d’incanalare incoming turistico, un aspetto che va studiato e progettato attorno ad i collegamenti). Poi bisogna considerare i segmenti di mercato (la geografia, la demografia dei bacini di viaggio ai quali noi siamo collegati). La demografia è importante perché ad esempio noi siamo collegati alla Spagna ed ai Paesi Scandinavi: il prodotto turistico e gli eventi vanno dimensionati e progettati diversamente visto che nella prima ci sono prevalentemente famiglie con 3 e più bambini e nella seconda single). Ci sono poi gli strumenti di supporto che sono la valorizzazione degli asset turistici enogastronomici, culturali (penso al Petruzzelli); la calendarizzazione e l’armonizzazione in tutta la regione degli eventi lungo tutto l’anno; mentre l’ultimo terreno di gioco è quello della promozione dei servizi, cioè la vendita di questo prodotto”.

E il lato business?

“L’accessibilità rimane tale e quale ma mentre nel turismo partiamo dal numero degli abitanti dei bacini di riferimento per il discorso business va  considerato l’indice di connettività, ossia qual è la percentuale del Pil europeo dei bacini ai quali siamo collegati; a uno più elevato corrisponde maggiore ricchezza e quindi possibilità di vendita dei nostri prodotti e servizi, oltre a maggiore prospettiva di attrazione degli investimenti. Vanno  definiti anche altri terreni di gioco (struttura e motivazioni del viaggio da una parte) e si potrebbe trattare per esempio dell’efficienza della  struttura organizzativa, economia, finanziaria ed istituzionale della nostra regione perché mentre un turista si attira con il bel mare ed il buon vino gli investimenti si attirano soprattutto se uno dà la garanzia, la sicurezza o tanti altri temi che contribuiscono a costruire un progetto per lo sviluppo  business, legato alle rotte”.

Vista la sua esperienza cosa propone sotto il profilo dello sviluppo economico?

“La Puglia potrà avere una crescita mai vista in precedenza se intorno a questi collegamenti si costruirà un progetto del turismo fatto con i criteri di un progetto industriale, con una competitività di prodotto”.

Paolo Magrone

Ulteriori approfondimenti su "La Gazzetta dell'Economia" num. 11 del 20 marzo 2010, pag. 7

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