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La viticultura di qualità non solo… Nero

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Il caso Troia – La produzione della Capitanata cresce bene.

Dietro il riconoscimento della doc al Nero di Troia sta nascendo in Capitanata una vitivinicoltura di qualità. Finora i brand di successo erano pochi e confinati quasi tutti in una nicchia che li faceva apparire distanti dai giri che contano. Quest’anno invece sulla celebre ribalta del Vinitaly di Verona si sono affacciate molte cantine con i loro marchi, tutti ai più sconosciuti, ma destinati a rappresentare la “new age” dell’enologia espressione dell’alta Puglia.

 

L’indizio è dato da due prestigiosi riconoscimenti assegnati a due storiche cantine, D’Alfonso Del Sordo e D’Araprì, entrambe di San Severo, quest’ultima una rarità nel Mezzogiorno specializzata com’è solo in spumanti. Ebbene il vino Casteldrione annata 2008 di D’Alfonso Del Sordo è stato segnalato dalla rivista inglese Decanter, la voce leader dell’enologia internazionale, come “il miglior vino autoctono dell’Italia meridionale”.

A D’Araprì è stata invece assegnata l’onorificenza di Cangrande, un simbolo di prestigio riconosciuto a quelle case vinicole storiche e di spessore che nel tempo si sono segnalate per i livelli di produzione e la qualità del marchio sui mercati di riferimento. Una nuova primavera sta sbocciando anche sui vini di Capitanata? Non ha dubbi l’enologo Cristoforo Pastore, di Trani, l’ideologo del Nero di Troia: “Siamo in presenza di un territorio genuino, che non ha bisogno di chiedere nulla in prestito anche alla grande tradizione vinicola che c’è nel resto del paese. Il Nero di Troia è un vitigno di gran carattere, quello che i consumatori oggi cercano per rompere la monotonia con una certa standardizzazione del gusto proveniente soprattutto dall’estero”.

Un esperimento, quello sul Nero di Troia, portato avanti con successo anche da D’Alfonso Del Sordo: “Il nostro Casteldrione premiato al Vinitaly nasce nel 1965 come blend tra Nero di Troia, Montepulciano e Sangiovese. La svolta però è avvenuta nel 2005 quando, grazie a una certa disponibilità di terreni in azienda, abbiamo deciso di puntare su un uvaggio Nero di Troia in purezza. È nato così il Casteldrione esclusivamente da uva di Troia, un prodotto di grande appeal per i consumatori proprio per le sue origini semplici e genuine”, spiega Gianfelice Del Sordo. E pensare che la cantina sanseverese è conosciuta tra gli estimatori soprattutto per il suo Guado San Leo, un rosso che rappresenta il top della gamma, altro blend fra Nero e Montepulciano.

Ma il Casteldrione si colloca adesso in una fascia di mercato potenzialmente più interessante: “Ci confrontiamo continuamente con prodotti di altre nazioni, alcuni anche parecchio rinomati, ma ci accorgiamo che con il Casteldrione si riesce a fare anche un buon marketing perchè c’è tipicità e tradizione. I vini internazionali appaiono oggi come standardizzati alla platea dei consumatori – aggiunge Del Sordo – la gente che beve abitualmente vino chiede produzioni di altro tipo. Ci auguriamo pertanto che il tam tam si allarghi e ci dia la possibilità di affermare meglio un prodotto che riteniamo non abbia nulla a invidiare a quelli più conosciuti, anche la Regione – conclude D’Alfonso Del Sordo – in questo ci sta dando una mano”. Il movimento del vino così riprende la sua risalita verso Nord. Un fenomeno nato nel Salento, con il Primitivo e il Negramaro, e che adesso percorre tutta la Puglia attraverso gli “insediamenti” del Nero di Troia già in essere nella Sesta provincia. Ma la provincia di Foggia adesso chiede spazio: “Abbiamo tutto il dovere di inserirci nel filone del turismo enogastronomico – dice ancora Gianfelice Del Sordo – il Nero di Troia ci consente di recuperare quello scarto che ci è mancato per troppo tempo. Ma dobbiamo essere più incisivi, le cantine foggiane devono crederci di più”.

Ora conclusa la prestigiosa kermesse veronese bisognerà vedere quali saranno gli effetti per i produttori. Visto l’esito dell’esperienza di Vinitaly i risultati positivi per i vini di alta qualità della Capitanata non dovrebbero mancare.

MASSIMO LEVANTACI

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