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Fra la Puglia e Veronafiere intesa ad altissima qualità

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Zootecnia – Un bilancio dopo la Mostra bovina. Il ritorno economico e gli investimenti.

 

Sono oltre 15.000 i posti di lavoro degli addetti della zootecnia pugliese, ed almeno altrettanti quelli dell’indotto. Ma la celebre mozzarella, simbolo delle bontà della nostra terra, sta portando la Puglia fuori dal quel cono d’ombra che – da sempre – la relegava al ruolo di mera produttrice di materie prime, di eccellenza.

Ora è arrivato il tempo della visibilità e del marketing territoriale oramai strumenti indispensabili per la crescita economica. Un capitolo importantissimo di questa nuova agricoltura, e che senz’altro è entrato a far parte della storia dell’Italia unita almeno a tavola, è la Mostra bovina di Noci che si è appena conclusa con risultati che sono andati oltre le aspettative. Da sempre gli agricoltori pugliesi sognano di riuscire a portare in Puglia un “pezzo” di Veronafiere a cominciare dal Vinitaly, ma per ora il primo (e unico) sogno che è diventato realtà è stato questo della zootecnia. Per la prima volta in oltre 40 anni, nell’ambito di Fieragricola di Verona, la sfida fra gli allevatori di razza Bruna di tutta Italia non si è fatta in Veneto ma in Puglia, nel rinnovato Foro Boario di Noci.

Dal Sud Tirolo fino alla Sicilia, con 300 animali di altissima genealogia e 10 regioni italiane rappresentate, ecco che la Puglia è stata la “capitale” della zootecnia italiana anche perché, in contemporanea, si è svolta la Mostra del Centro Sud della razza Frisona. Tutto ciò è frutto di un accordo con Veronafiere in base al quale, proprio dal 2011, il Bruna Zoosystem in Tour è diventato itinerante e ogni due anni si svolgerà in una diversa località italiana. Per arrivare a questo traguardo, con la Puglia quale prima tappa nazionale, oltre al concreto peso della zootecnia e ad un intenso lavoro di rapporti istituzionali, c’è voluta anche la consapevolezza – in cifre – di quanto i nostri allevamenti sanno esprimere. Da tre anni, infatti, in occasione della Mostra del Centro Sud (fondata oltre 30 anni fa a Martina Franca e che oramai si svolge in alternanza con Noci) viene presentato il Dossier Zootecnia Puglia, ideato e realizzato da Antonella Millarte, giornalista specializzata nel food. I dati descrivono un settore che non è stato risparmiato dalla crisi, in fase di ristrutturazione ma ancora molto vitale e con grandi potenzialità da esprimere.

Infrastrutture

Per affiancare lo sviluppo della zootecnia, tradizionale risorsa vincente della Murgia barese e tarantina, il Comune di Noci ha avuto il coraggio di investire nel Foro Boario malgrado le difficoltà economiche che stanno colpendo tutti in questi ultimi anni. “Dal 2007 ad oggi non abbiamo mai smesso di investire in questa struttura, all’origine zootecnica, che si è sviluppata all’insegna della multifunzionalità – dice il sindaco Piero Liuzzi – . E costruiremo una ulteriore struttura in cemento armato che porterà la superficie coperta a 2.500 mq dagli attuali 1.800 mq coperti su di una superficie totale di 20.000 mq”.

Allevamenti

Nel triennio il 2007 – 2010 ci accorgiamo che Bari ha saputo reagire: alla perdita di 146 allevamenti ha fatto fronte la stabilità del numero di bovini. Taranto, ha compiuto un balzo in avanti con una perdita di 90 aziende ma un incremento di 1.361 capi bovini. Ma ci sono anche zone come il foggiano dove il calo c’è stato come numero di aziende (-58) ma soprattutto per la perdita di capi bovini (-2.295). Pressoché stabili gli allevamenti nel brindisino, sia come numero di aziende che di capi allevati. Mentre nel leccese la zootecnia, per i bovini, pare aver messo in atto un’azione razionale di contenimento per i piccoli e piccolissimi allevamenti ormai non più in linea con i canoni moderni. In definitiva, in Puglia, nel triennio 2007-2010 c’è stata una riduzione del numero di allevamenti dell’8,6% (da 4.977 a 4.556) e di capi bovini (-1538 animali). Si tratta di cifre molto contenute soprattutto se a fronte del – 8,6% della Puglia si fa un confronto con altre realtà italiane dove, in un arco di tempo più ampio rispetto al triennio della crisi e cioè negli ultimi 10 anni, la percentuale negativa ha raggiunto picchi del – 50%.

Controlli

Per migliorare la selezione del bestiame ma anche per migliorare l’assistenza tecnica nelle aziende il laboratorio regionale analisi del latte, che ha sede a Putignano, nel 2010 ha svolto una intensa attività analizzando in totale ben 331.363 campioni. Se confrontiamo i dati 2007-2010 per le associazioni allevatori di Bari e Taranto, dove si concentrano le mandrie, si è passati rispettivamente da 108.346 e 143.165.

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