You are here:

Finalmente primavera c’è il Piano di sviluppo

Email

Boccata di ossigeno con i finanziamenti attesi da tempo.

L’agricoltura pugliese tira un sospiro di sollievo: aspettava questo momento da almeno due anni. Arrivano finalmente i finanziamenti del Piano di sviluppo rurale, appuntamento epocale per modernizzare il sistema agricolo e proiettarlo sui mercati del mondo. Oggi la Puglia, che pure vanta nel 2010 quote record di esportazione per i prodotti agricoli, sconta un’arretratezza culturale che è data dal suo nanismo imprenditoriale. Troppe imprese, eccessiva frammentazione nell’offerta, ma nessun piano strategico.

La Regione è intervenuta con due mosse importanti: sul finire dell’anno sono stati sbloccati i finanziamenti del Psr e nel contempo l’assessore Dario Stefàno ha lanciato il marchio Prodotti di Puglia con il quale l’agricoltura pugliese dialogherà con i mercati di tutto il mondo. È soprattutto un’operazione di riconoscibilità: per la prima volta la Puglia si presenta sui mercati con una sua immagine univoca e la sua tradizione ampiamente riconosciuta.

Oggi è necessario legarsi al passato e distinguersi, nel mare magnum delle falsificazioni e delle angherie commerciali. La congiuntura pare assecondare questa tendenza: la Camera dei deputati ha appena approvato definitivamente la legge sulla etichettatura dei prodotti agricoli di largo consumo, estendendola sostanzialmente a tutte quelle produzioni che finora ne erano state inspiegabilmente escluse come le paste alimentari.

Un cambio di passo significativo oggi ulteriormente incoraggiato da questo Piano di sviluppo rurale che promette di rilanciare l’imprenditoria agricola soprattutto tra i giovani, la leva del nostro futuro. Chi l’ha detto che l’agricoltura appartiene al passato? Una risposta che la Puglia dà indirettamente anche all’Unione europea che non tutelando alcune produzioni tipiche (olio su tutte) ha dato la stura a fenomeni commerciali che ora si cerca di arginare come la legge sulla etichettatura obbligatoria dei marchi di origine che anche Bruxelles dovrebbe assecondare.

Massimo Levantaci

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna