You are here:

La Puglia si dà al Bio. +23,3% di operatori

Email

Sana di Bologna – Una crescita in controtendenza rispetto ad altre regioni italiane.

In Puglia è boom del biologico. A dispetto del trend nazionale che vede il settore in lieve flessione su quasi tutto il territorio italiano nel 2009, i pugliesi si scoprono improvvisamente innamorati di tutto ciò che viene prodotto secondo natura, ovvero senza l’ausilio di fitofarmaci, pesticidi e fertilizzanti sintetici, antibiotici nell’allevamento e ovviamente ogm (organismi geneticamente modificati).

Solo una moda o una nuova filosofia di vita degli agricoltori alla base della significativa impennata? Non ci sono gli elementi per dirlo.

Certo è che sulla base delle elaborazioni del SINAB – Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica che ha messo a confronto i dati forniti dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dagli Organismi di Controllo (OdC) operanti in Italia al 31 dicembre 2009, presentati nell’edizione 2010 del SANA (Salone Internazionale del Naturale) di Bologna, risulta che in Puglia il numero degli operatori è cresciuto del 23,3%, passando dai circa 5.000 del 2008 ai 6.280 del 2009. Un caso quasi unico. Il dato fa

balzare la nostra regione al terzo posto nella classifica delle regioni italiane con il maggior numero di produttori, subito dopo la Sicilia e la Calabria. Ottiene, invece, una più che lusinghiera quinta posizione per il numero di preparatori (comprese le aziende che effettuano attività di vendita al dettaglio), dopo Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia, Veneto.

Schizza in avanti anche il numero di ettari di superficie coltivata a biologico: circa 140.000 ettari di superficie, con un più 47,9% nel 2009 rispetto all’anno precedente, così suddivisa: cereali (47.917 ha, +37,4%), olive (44.990 ha, +112,6%), uva (7.477 ha, +35,6%), ortaggi, in cui sono contemplati anche i funghi coltivati e le fragole (3.558 ha, +10, 4%), frutta, accorpata anche ai piccoli frutti (1.316 ha, +37,7%).

Nel 2009 in Puglia, dunque, più che nel resto d’Italia, si produce biologico, cresce l’abitudine a mangiare e a bere bene e sano. Non tanto come risposta antitetica all’agricoltura convenzionale, quanto, forse, per mantenere in vita e tramandare tradizioni gastronomiche e agricole che si inseriscono in quella generale operazione di riscoperta delle radici nostrane.

Dal 1990 ad oggi tutto ciò che è ‘bio’ ed ‘eco’ è cresciuto in maniera lenta, ma costante, raggiungendo un boom soltanto nei primi anni del decennio in corso, rimanendo sempre un mercato di nicchia. Complice la crisi economica degli ultimi tempi, anche il mercato in questo settore risente di una certa flessione, pur mantenendo ancora gli standard degli anni precedenti. Siamo, però, ancora lontani dai volumi d’affari che possano fare realmente concorrenza all’agricoltura convenzionale: Lo studio “World of Organic Agriculture 2007” stima le vendite in Europa di prodotti biologici nel 2005 in 13 - 14 miliardi di Euro.

Il mercato nazionale più grande risulta quello tedesco, con vendite, nello stesso anno, per 3,9 miliardi di Euro, seguito dall’Italia e dalla Francia, con fatturati, rispettivamente, di 2,4 e 2,2 miliardi di euro. La crescita annuale del mercato dei prodotti biologici è tra il 10 e il 15%.

Enza Moscaritolo

Commenti  

 
0 #1 Smithe364 2014-08-17 08:48
Outstanding post, you have pointed out some fantastic points, I as well think this is a very great website. bdfgdbeaddbdcbd e
Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna