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Economia a tavola vince il “biologico”

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Coldiretti – Nei primi sei mesi del 2010 +9% negli acquisti.

I prodotti biologici sembrano trainare la ripresa dell’economia sulle tavole degli italiani registrando un aumento record del 9% negli acquisti di ogni famiglia, nel corso di quest’anno. È quanto afferma in una nota la Coldiretti sulla base dei dati Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) AcNielsen sugli acquisti domestici dei prodotti confezionati nei primi sei mesi del 2010.

Da sottolineare le migliori performance registrate con i prodotti per l’infanzia (+31%), per il pane e i sostituti (+19%) e per i prodotti per la prima colazione (+17%). Ad aumentare, inoltre, sono anche tutte le diverse categorie di prodotto come il miele (+14%), i lattiero caseari (+11%), gli oli (+10%) le uova (+8 %), la pasta e il riso (+8%) e le bevande (+6 %).

In Italia il biologico sviluppa un giro di affari stimato in 3 miliardi di euro attraverso vendite al dettaglio in negozi specializzati, supermercati, vendite dirette delle aziende agricole e mercati degli agricoltori di “campagna amica” (iniziativa promossa da Coldieretti) verso i quali si registra un interesse crescente, per la mancanza di intermediazione che garantisce il miglior rapporto prezzo e qualità.

Nel 2009 si sono registrati aumenti significativi: si nota il 32% in più delle aziende agricole attraverso le quali era possibile acquistare direttamente i prodotti, la crescita del 22% degli agriturismi e il boom dei mercati degli agricoltori evidenziati da Bio Bank, la banca dati informazioni sul biologico in Italia. Questi dati confermano la forte crescita di un segmento della popolazione, e quindi di una buona fetta di consumatori, che non si accontenta di acquistare biologico, ma che vuole conoscerne anche la provenienza.

Per la Coldiretti, di fronte a questa esigenza del consumatore occorre anche intervenire con misure di trasparenza per riconoscere la produzione nazionale introducendo al più presto il marchio del biologico italiano, come previsto dal regolamento comunitario, per consentire ai consumatori di fare scelte d’acquisto consapevoli sulla reale origine del prodotto che portano in tavola.

In particolare, i principali orientamenti produttivi del biologico italiano (escluse le superfici a foraggi, prati e pascoli) riguardano, in ordine di importanza: i cereali, l’olivo, la frutta (compresa quella in guscio), la vite, gli agrumi e gli ortaggi.

Sul territorio nazionale si contano 45.509 operatori biologici all’inizio del 2010 con una riduzione di circa il 2% rispetto all’anno precedente, mentre sono coltivati a biologico 1.106.684 ettari che hanno invece registrato una crescita del 10%. Ed i meriti arrivano alle regioni del sud. Sono proprio la Sicilia, la Puglia e la Basilicata ad avere il primato per superfici agricole condotte secondo il metodo biologico e, sempre a Sicilia, Puglia e Calabria va riconosciuto il merito per il maggior numero di aziende agricole biologiche.

Per quanto riguarda il nord, lì sono concentrate la maggior parte delle imprese di trasformazione, con il primato dell’Emilia Romagna e della Lombardia.

Alice Milia

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