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“Agricoltura falciata dal Governo”

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La denuncia – Cia, Confagricoltura e Copagri in coro: nessuna promessa è stata mantenuta.

Gli agricoltori pugliesi affrontano certamente una delle estati più “roventi” degli ultimi anni. In ballo c’è il futuro di un settore pesantemente colpito dagli effetti della manovra finanziaria 2010 che il governo si appresta a varare. La situazione per gli esperti del settore è diventata insostenibile tanto da costringere alla mobilitazione i rappresentanti delle organizzazioni agricole.

In una conferenza stampa congiunta, Cia (Confederazione italiana agricoltori), Confagricoltura e Copagri Puglia (Confederazione dei produttori agricoli) hanno presentato le iniziative per denunciare lo stato di criticità in cui versa il settore primario in Puglia. Per il presidente della Cia Puglia, Antonio Barile, la crisi in cui versa l’agricoltura a livello nazionale e regionale ha ormai assunto proporzioni drammatiche: “Stiamo assistendo ad una assurda discriminazione del mondo agricolo da parte sia del governo nazionale che di quello regionale. Verso i suoi annosi problemi c’è stato solo un silenzio assordante. Il governo nazionale ha fatto solo promesse, ma non ne ha mantenuta una.

Con la legge finanziaria 2010 l’agricoltura ha visto sottratte risorse per un miliardo di euro. Lo scenario per le aziende è allarmante: costi alle stelle e redditi falcidiati, ma non solo. A ciò si aggiunge l’assenza di risposte della regione Puglia in tema di semplificazione burocratica, accelerazione della spesa e di contrasto alle frodi e alle sofisticazioni dei prodotti agricoli”. Ecco le richieste urgenti del settore primario che a tutt’oggi rischia la paralisi: “C’è l’impellente necessità di una proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali (in scadenza il prossimo 31 luglio) per le aziende delle zone svantaggiate che assumono manodopera e dell’eliminazione dell’accise dell’iva sul gasolio agricolo per tutte le colture. In questo senso abbiamo chiesto al ministro Fitto, delegato alla gestione dei fondi Fas un incontro urgente per ridurre i costi produttivi”.

Nella battaglia per salvare l’agricoltura in Puglia s’inserisce anche Confagricoltura che attraverso il suo presidente, Paolo Leccisi, invita ad alzare la voce contro la manovra finanziaria: “Il mondo agricolo deve far sentire la propria voce in maniera unitaria, così come stiamo facendo insieme agli amici della Cia e del Copagri. Andiamo a Roma dove in queste ore si discute la manovra finanziaria, e dove non si riesce a comprendere come mai non si sia voluto trovare la copertura per gli 85 milioni di euro necessari per prolungare, da fine luglio fino a dicembre, la fiscalizzazione degli oneri sociali, così come i soldi per il gasolio nelle serre o per il comparto bieticolo.

Si tratta di rinnovi di spesa fondamentali che si trascinano da anni e che ogni volta dobbiamo sudare per ottenere”. Leccisi sollecita l’intervento della regione Puglia e del presidente Vendola: “La Puglia ha accresciuto la propria immagine positiva presso l’opinione pubblica, anche a livello internazionale, grazie all’eccellenza dei prodotti agroalimentari legati al territorio.

In compenso l’ente Regione non tiene conto del comparto agricolo e della grave crisi che sta attraversando. Abbiamo chiesto un incontro urgente al presidente Vendola per approfondire le interconnessioni del settore agro-alimentare rispetto alle varie attività della regione e per discutere delle possibili azioni a tutela del comparto”.

Anche Tommaso Battista, presidente Copagri Puglia invita la regione Puglia ad assumersi le proprie responsabilità: “Chiediamo alla regione incontri periodici per conoscere ad esempio la situazione relativa ai bandi Psr, ma è fondamentale anche emanare procedure per snellire gli iter burocratici, semplificare l’accesso alle fidejussioni bancarie da parte degli agricoltori, assenza di controlli contro le frodi”.

Gianluca Lovo

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