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“Agroalimentare: qualità e credito”

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Distretti – Candido, il presidente dello “Jonico Salentino”.

Il Distretto Produttivo Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino, istituito con la delibera di GR 6 ottobre 2009 n. 1833, propone una vision ben chiara: promuovere un contesto di “sviluppo, integrazione ed innovazione dell’economia agricola attraverso la creazione di reti di imprese che diventano reti di territorio”.

Ce ne parla Alessandro Candido, imprenditore vitivinicolo, presidente del Distretto.

Presidente, il vostro Distretto nasce da pregresse esperienze di rete tra imprese ed istituzioni. Si può dire che il “fare sistema” sul vostro territorio sia già maturo?

“Il Distretto rappresenta un importante strumento derivante da una sperimentazione decennale sul territorio delle tre province di Lecce, Brindisi e Taranto, sviluppata da parte dei maggiori attori ed operatori del settore agricolo ed agroalimentare sui problemi e sulle prospettive del territorio. Lo strumento che ha funzionato da collante è stato il Programma Integrato Territoriale (PIT) n. 8 che ha operato nell’ambito della programmazione 2000–2006, che aveva come obiettivo finale proprio la costituzione del Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino, il quale oggi si caratterizza per l’adesione di circa 187 aziende, tra cui gran parte delle maggiori imprese del settore agroalimentare delle Province di Brindisi, Lecce e Taranto ma anche un gran numero di piccoli produttori. L’incontro tra imprese di grande dimensione e piccoli operatori rappresenta la forte volontà di fare rete superando le disfunzioni e le barriere derivanti dalla dimensione ridotta del nostro sistema produttivo agroalimentare. Al Distretto aderiscono anche imprese attive in altri settori come i servizi o la commercializzazione, oltre ad associazioni di categoria e sindacati, enti locali, Camere di Commercio, fondazioni, consorzi, Università e centri di ricerca”.

“Il Distretto, così composto ed aperto ad ulteriori adesioni, intende porsi come un sistema integrato territoriale pronto ad affrontare le sfide di un processo irreversibile di sviluppo del settore agroalimentare legato ad un territorio dalle grandi ricchezze storiche, architettoniche, culturali e ambientali”.

È aprendosi ai giovani e al biologico che l’Agroalimentare può superare la crisi e rilanciarsi?

“Promuovere il sistema reticolare di imprese e operatori di settore rappresenta il tentativo di garantire efficienza e redditività ad una nuova economia fondata su un rinnovato sistema agroalimentare territoriale. I giovani imprenditori agricoli potranno sentirsi maggiormente sostenuti e diverranno attori al fianco di imprese dalla maggiore esperienza e di un sistema distrettuale che dovrà garantire orientamenti e prospettive sui mercati nazionali ed internazionali”.

“Il Distretto porrà notevole attenzione al ruolo crescente dell’agricoltura biologica e delle produzioni di qualità. Il ridimensionamento di alcune produzioni intensive si collega alla sempre più convinta adozione di pratiche eco-compatibili e più rispettose dell’ambiente, che hanno portato allo sviluppo dell’agricoltura biologica, all’adozione diffusa della lotta integrata ed alla maggiore attenzione alle produzioni di qualità e a denominazione di origine”.

“Le prospettive di mercato dimostrano come biologico, produzioni di qualità (doc, Dop, IGT, etc.) ed un sistema organico di promozione sui mercati nazionali ed internazionali siano importanti elementi per garantire nuova redditività alle imprese”.

Come affrontare la scarsa formazione manageriale degli imprenditori agricoli?

“La formazione è un tema di fondamentale interesse perché essa rappresenta la chiave del successo del sistema produttivo e l’elemento caratterizzante e valorizzante a sostegno delle produzioni del territorio. Vanno definite strategie che mirino a superare le fratture esistenti fra valori locali e innovazione tecnologica, attraverso la diffusione di una cultura economica di tipo imprenditoriale che orienti verso il mercato le preziose risorse disponibili sul territorio”.

“Tra i nostri progetti c’è l’Osservatorio sulle esigenze formative del Distretto, per la rilevazione e il monitoraggio delle professionalità in continua evoluzione, l’orientamento dei soggetti interessati verso le professionalità più richieste sul mercato e la valutazione del livello di professionalità raggiunto. L’Osservatorio fungerà anche da sportello per raccogliere dal mondo degli operatori e della ricerca e dall’analisi degli scenari le esigenze formative nella formazione professionale degli agricoltori e di altre persone coinvolte in attività agricole, nella formazione verso l’innovazione e la società dell’informazione, nella formazione continua per rafforzare la competitività del sistema economico e produttivo del Distretto e nell’alta formazione con Master di I e II Livello”.

“L’Osservatorio permetterà di programmare congiuntamente attività formative tra mondo imprenditoriale e sistema della formazione, andando in gran parte ad impattare sulle criticità emerse dalle analisi condotte”.

Per superare la crisi si devono risolvere le problematiche legate all’accesso al credito. Che progetti avete?

“L’agricoltura ha la necessità di risorse da destinare agli investimenti per l’ammodernamento, per la crescita dimensionale, per l’innovazione e per l’internazionalizzazione. Intendiamo perciò promuovere politiche del credito tendenti a ripristinare le condizioni finanziarie per le imprese agricole attraverso la costituzione di un tavolo permanente, presso il Distretto, composto dai principali istituti creditizi operanti sul territorio e specializzati nel settore agroalimentare. Il tavolo lavorerà sullo studio dei problemi finanziari del mondo agricolo, sullo sviluppo e sull’attivazione di sistemi di ingegneria finanziaria e di accesso al credito con sistemi particolarmente innovativi. Promuoveremo, poi, la costituzione di un sistema integrato di cofidi specializzati nel nostro settore”.

Simona Loconsole

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