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Sulla “riforma” agricola dite la vostra

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L’iniziativa della UE sulla politica comunitaria.

 

 

"Credo profondamente che tutti i cittadini hanno il diritto di dare il loro parere sulla riforma della Politica agricola comune. Perché sono contribuenti, perché sono consumatori di prodotti alimentari. Perché questa politica è destinata a tutti loro, non soltanto agli agricoltori”. Questo è l’appello che, il commissario europeo all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale Dacian Cioloş ha rivolto a tutti i cittadini europei nel momento in cui ha lanciato, il mese scorso, una consultazione pubblica per conoscere preventivamente le loro opinioni e le loro proposte su questo argomento in vista della defi nizione dei contenuti di questa riforma.

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Le attese del commissario

Cioloş, romeno, 41 anni, commissario europeo da pochi mesi ma con alle spalle una lunga esperienza nella politica agricola del suo Paese e nei rapporti fra la Romania e l’UE, si aspetta molto da questa consultazione. “Attendo con interesse le reazioni e le rifl essioni degli agricoltori, ma anche delle associazioni ambientalistiche, dei consumatori, di chi si occupa del benessere degli animali”, dice. E sollecita tutti a partecipare per indicare esigenze e aspettative, per esprimere eventuali preoccupazioni, per avanzare proposte sul futuro dell’agricoltura e delle zone rurali in Europa. “I cittadini – dice ancora il commissario – devono comprendere quel che si fa qui a Bruxelles. Ma devono anche sapere che essi possono partecipare. Che il loro parere conta nelle decisioni che noi prendiamo. Nel dire queste cose, intendo rivolgermi a tutti: cittadini, contribuenti, consumatori, agricoltori, studiosi, industriali, commercianti. E a tutti, a cominciare da me stesso, dico: prendiamoci un tempo per riflettere”.

E, per riflettere partendo dal concreto, è necessario conoscere. Quindi il punto di partenza nella riflessione di Dacian Cioloş sono stati i risultati di Eurobarometro, il recentissimo sondaggio di opinione della Commissione europea condotto appunto sul tema della Politica agricola comune. Da questi risultati è emerso, come ha riferito tre settimane fa la Gazzetta dell’Economia, che più della metà degli europei non hanno sentito mai parlare della PAC; e che un’altra non indifferente quota di cittadini UE ne hanno sentito dire qualcosa, sì, ma non sanno esattamente in che cosa consista questa politica. Così che coloro i quali sono realmente informati sull’argomento si riducono ad appena il 13% quota.

Un’analisi profonda

E il secondo passo è stato il lancio di questa consultazione pubblica che si propone di andare più a fondo nella conoscenza, da parte della Commissione, delle opinioni e delle proposte dei cittadini. Di tutti i cittadini, non soltanto degli agricoltori, come in queste ultime settimane ha ripetuto insistentemente il commissario. Il quale, come ha già riferito la Gazzetta dell’Economia, ha aperto un sito specifico all’interno di quello più ampio della direzione generale dell’Agricoltura per consentire a chiunque di inviare via internet alla Commissione le proprie opinioni, aspettative e proposte.

Il silenzio degli italiani

La risposta all’appello è stata abbastanza incoraggiante: alla data del 9 maggio, al sito erano pervenuti tremila contributi, in maggioranza da parte di singoli individui (agricoltori, studiosi, esperti o persone comuni interessate all’agricoltura e a tutti i campi che ruotano attorno a questo importante settore dell’economia), ma anche da un buon numero di organizzazioni di rappresentanza non soltanto agricole. Non è incoraggiante però constatare che, a quella stessa data, i contributi inviati da soggetti italiani sono stati soltanto trenta, ossia l’un per cento del totale. Poco, molto poco, se si pensa che la popolazione dell’Italia costituisce il 12% di quella dell’intera Unione europea. Questo significa che, se anche nella partecipazione alla consultazione fosse stata registrata la stessa percentuale, i contributi provenienti dall’Italia avrebbero potuto essere oltre trecentocinquanta.

Ma c’è ancora tempo, per prender parte alla consultazione, fino al 3 giugno. Al termine di quella giornata il sito sarà chiuso. E a quel punto la Commissione trasmetterà i contributi raccolti a un organismo indipendente che ne trarrà una sintesi. Questa sarà presentata poi in occasione di un convegno che la Commissione organizzerà in luglio a Bruxelles.

Con l’obiettivo, dicono negli uffici della direzione generale Agricoltura, di “estrarne idee forti per la comunicazione sulla Politica agricola comune post-2013, che sarà pubblicata alla fine di quest’anno”.

Risposte consultabili

Quel modulo contiene quattro domande alle quali si possono dare risposte più o meno brevi, ma comunque in italiano. Le risposte pervenute alla Commissione sono consultabili sin da ora, ma nella lingua in cui sono state scritte, in una sezione del sito, che viene aggiornata continuamente man mano che arrivano i contributi. In occasione del convegno di luglio a Bruxelles la Commissione presenterà una rassegna delle risposte ricevute, ma in quella sede solo in inglese o in francese. Le versioni in tutte le altre lingue ufficiali dell’Unione europea, e quindi anche in italiano, saranno pubblicate però su internet entro la fi ne dell’estate. Condividendo l’obiettivo dichiarato dalla Commissione di ascoltare l’opinione degli agricoltori e, più in generale, di tutti i cittadini europei prima di avanzare una concreta proposta di riforma della Politica agricola comune, il nostro giornale invita i lettori (auspicabilmente molti) che parteciperanno alla consultazione a inviarci copia delle loro risposte, che potremo così pubblicare nei prossimi numeri della Gazzetta dell’Economia.

Commenti  

 
0 #1 GAETANO 2011-05-27 20:55
Deve essere indirizzata prioritariament e agli agricoltori professionali. Questi sono in primis quelli che salvaguardiano l'ambiente
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