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Lo scippo della Lega Nord sulla sicurezza alimentare

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Colpo di mano – Soppressa l’Authority che doveva insediarsi a Foggia.

L’Italia non ha un’Authority per la sicurezza alimentare e probabilmente, unica tra i paesi omunitari, non l’avrà per diverso tempo. La cancellazione della legge per mano leghista apre adesso un ventaglio di ipotesi: c’è chi sostiene che la legge verrà riproposta e opportunamente modifi cata per compiacere una città del Nord; chi invece è più incline a ritenere che la legge fosse già una forzatura contro la volontà dei burocrati del ministero della Salute da cui un’autorità di controllo sulla sicurezza alimentare non viene ben vista.

A suffragio di questa tesi valgano le parole pronunciate dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio: “Ora la competenza sulla sicurezza alimentare sarà mia”. Cioè tutto il contrario di quel che prevedono le disposizioni comunitarie in materia. L’Agenzia sulla sicurezza alimentare nasce, infatti, per tenere informati i cittadini sui rischi per la salute pubblica in caso di infezioni da alimenti. Serve a mettere in guardia i consumatori dallo strapotere delle multinazionali che fanno lobby.

Un’agenzia sotto il diretto controllo del governo non potrebbe svolgere questa funzione di terzietà per questo si chiama “authority”. In Italia opera l’Efsa, ovvero l’agenzia europea, con funzioni di controllo sullo scacchiere europeo. Materia vasta e fonte di interessi non tutti legittimi, l’Unione europea ha perciò affidato il compito a ogni stato membro di costituire a livello nazionale un’Agenzia con funzioni di authority da svincolarla dal potere del governo. In Italia, con lo scippo fatto a Foggia, il controllo sulla sicurezza alimentare continuerà a essere nelle mani del ministero della Salute. Fatto questo lungo preambolo veniamo al caso foggiano.

La legge che istituisce l’Authority con sede nel capoluogo è stata promulgata dal Parlamento su proposta del governo Prodi nel febbraio 2008. Nel marzo di quell’anno gli allora vicepresidente del Consiglio, Massimo D’Alema e il ministro dell’Agricoltura, Paolo De Castro, due grandi sponsor dell’agenzia, vennero a Foggia ad annunciare l’avvenuto risultato.

d'alema

Due anni più tardi il ministro leghista Calderoli, d’intesa con il collega della Funzione pubblica, Brunetta, la sopprimono senza nemmeno dare il tempo alle istituzioni daune di essere consultate. Uno sgarbo in piena regola. Molti osservatori lo spiegano con il risentimento mai sopito della Lega che per la sede dell’Agenzia proponeva Verona. “Ma Foggia è stata scelta – ricorda l’ex ministro dell’Agricoltura, Paolo De Castro – per la sua vocazione agricola e i suoi centri di ricerca sviluppati sull’agroalimentare”. Nessun regalo, insomma. Ma la Lega così ha deciso e il governo acconsente.

Massimo Levantaci

Ulteriori approfondimenti su "La Gazzetta dell'Economia" num. 19 del 15 maggio 2010, pagg. 2-3

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